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SMAU 2005, quale rinascita?

La grande diffusione della informatica e dell’elettronica di consumo nella società ha portato
negli anni l’espansione quasi illimitata del
cosiddetto ‘popolo degli zainetti’: un eterogeneo
gruppo di
giovani e giovanissimi alla ricerca spasmodica del
gadget con l’immancabile zainetto in spalla,
appunto. Questo ha portato alla spettacolarizzazione
dell’evento che si è via via riempito di videogiochi,
sistemi di intrattenimento, poi padiglioni-discoteca
e via discorrendo. Ritenuto di essere arrivati all’esasperazione
con questo fenomeno e pensando che SMAU non fosse più
un luogo interessante per chi segue l’ICT in maniera
professionale, molti cambiamenti sono stati
introdotti negli anni. A partire dai giorni
diversificati per la visita del pubblico generico e
per ‘operatori’ (dotati di un biglietto apposito,
ovviamente distribuito a piene mani a tutti fuorché
agli operatori veri) fino ad arrivare a un
ridimensionamento degli stand.

I
risultati si sono visti: non solo i visitatori sono
diminuiti, ma lo ha fatto anche il contenuto tecnico,
il numero degli espositori e la superficie totale
della fiera. Teoricamente, dopo la sospensione del
COMDEX, SMAU è diventata la seconda fiera dell’ICT
mondiale dopo il CEBIT, ma lo strapiombo in cui la
manifestazione era caduta ha fatto sembrare questa
considerazione una barzelletta, nella migliore delle
ipotesi.

Con
queste premesse, l’acquisizione della mostra da parte
di Alfredo Cazzola, già patron del MotorShow, è
stata da tutti salutata come una benedizione, da
alcuni anche come una panacea. L’imprenditore si è
anche assicurato i diritti per 4 anni per l’uso del
marchio del Webbit, fiera giovane ma considerata tra
le più interessanti da molti operatori del settore.

Dopo
aver ‘subito’ l’edizione 2004, già in corso d’opera
durante nel periodo del passaggio di proprietà,
Cazzola prometteva faville per questa edizione del
2005.
Sentendo tutte queste roboanti presentazioni, dopo
un anno di assenza forzata, il 19 ottobre torno
finalmente a SMAU, sperando di ritrovare la mostra
che alla metà degli anni ’90 aspettavo con ansia per
un anno e che non mancava mai di stupirmi.

Quest’anno il primo giorno di manifestazione è stato
l’unico dedicato esclusivamente agli operatori: da
questa edizione niente biglietti in omaggio, ma codici di
invito offerti dalle società espositrici da
registrare su internet per ottenere poi via email un
invito da stampare e presentare all’ingresso.
Già durante l’organizzazione della visita mi sorgono
i primi dubbi: come mai la ‘porta’ della fiera più
vicina a una fermata della Metropolitana dista mezzo
chilometro? Vedendo che la fiera si è spostata nei
padiglioni più nuovi della Fiera, mi dico che è
probabilmente una questioni di spazi.
Arrivati alla porta si nota subito un certo caos tra
per identificare la coda dei visitatori paganti,
quella dei visitatori invitati e quella
(apparentemente incomprensibile) in attesa allo
sportello ‘Aiuto’.
L’ovvia domanda da porsi è: se tutti abbiamo già un
invito con tanto di codice a barre stampato, perchè
non hanno organizzato una fila di chioschi
automatici dove scannerizzare e farsi emettere il
badge? Niente del genere: ci si deve accontentare di
due hostess che fanno del loro meglio per usare due
lettori di codice a barre dal funzionamento
quantomeno impreciso.
A questo punto già immagino il pensiero di un
eventuale visitatore straniero: <Italiani
disorganizzati che vogliono le file a tutti i
costi>.

Appena entrati si estende il grande stand della
Microsoft: si tratta di solito di uno dei più grandi
o del più grande in assoluto. Vedendolo quest’anno
rinchiuso in una specie di ‘fortino’ di plastica mi
ha fatto subito venire un brutto presentimento. A
difesa della Microsoft devo comunque dire che nei
loro stand si tenevano, come spesso accade,
conferenze di grande interesse sia per gli
amministratori che per i programmatori.
Un rapido viaggio tra gli altri padiglioni non fa
altro che confermare il mio presentimento:
dappertutto stand minimalisti e poco interessanti da
tutti i punti di vista, la massima attrattiva
dell’espositore medio è stato un pacco di volantini
su un bancone. Persino i distributori di accessori
per il modding non sono riusciti a fare uno stand che attirasse un minimo di interesse.
Con
l’eccezione di SAP e Telecom Italia che si sono
industriati per mettere in piedi una esposizione
degna di questo nome, dappertutto non sia fa altro
che vedere pareti mobili prefabbricate e una grnade
mancanza di idee. Per fare due esempi, mi basta dire
che Symantec (una delle più grandi software house
del Mondo) si è ridotta a fare una esposizione di
volantini pubblicitari dei propri prodotti. Con
tutto l’interesse che gira intorno alla sicurezza,
non si vede chi meglio di Symantec avrebbe potuto
mettere in piedi uno stand interessante e pieno di
contenuti tecnici per tutti, dal singolo utente
interessato a una protezione antivirus stand alone,
alla grande azienda interessata a integrare
firewall, IDS e AntiVirus di fascia alta.
Cosa dire di IBM e Lenovo? Per essere una la storica
società in
cerca di rilancio nei grandi e grandissimi sistemi e
l’altra decisa a dominare il mercato mondiale
di PC in pochi anni, la loro presenza è stata a dir
poco imbarazzante. Che fine hanno atto gli
ingegneri IBM pronti ad aprire un minisistema
davanti a gli occhi di tutti per spiegarne le
peculiarità tecniche? E’ come ha intenzione Lenovo
di sfondare su un mercato camminando in punta di
piedi in una manifestazione come SMAU?
Non posso che chiudere la carrellata dei grandi
produttori citando la HP, azienda enorme per gamma
prodotti, per penetrazione e per capacità di
innovazione. Assente, semplicemente, non uno stand
non una scrivania.

Non
può inoltre mancare un commento sui due argomenti
considerati più interessanti e promettenti: Linux e
l’Open Source in generale. Qualcuno ha visto uno
stand di Red Hat o della novella Novell+SuSE? La
Free Software Foundation o Sourceforge non hanno
proprio niente da dire in un posto come SMAU? Allora
uno si potrebbe chiedere che cosa ci stanno a fare
anche su interent…

E’ chiaro che qui si sta
sfiorando 
l’assurdo: se le più grandi software house, i grandi gruppi di sviluppatori indipendenti e i grandi
produttori hardware snobbano questo evento, dove
avremmo dovuto cercare la tanto attesa ‘Rinascita’?
Alzi la mano chi ha visto qualche cosa  di veramente innovativo in questo SMAU, o una
qualsiasi iniziativa che potrebbe potenzialmente
riportarlo a i fasti di un tempo, o ancora un
qualsiasi segnale che ciò stia avvenendo o possa
avvenire in un futuro prossimo.

A questo punto è necessario che tutti i soggetti
coinvolti si fermino un attimo a riflettere. Gli
organizzatori sul perchè gli espositori ignorino in
massa la loro manifestazione. Gli espositori si
dovrebbero chiedere se è veramente il caso di
snobbare in questo modo una fiera che fino a pochi
anni fa era un concentrato di innovazione e di
interesse.
Forse la vera motivazione dietro tutto è questo è la
mancanza di capacità adattiva alle novità del
mercato: l’informatica e l’elettronica in generale
si sono sviluppati a un ritmo straordinario per
molti anni, in un modo probabilmente mai visto in
nessuna altra attività umana nella storia. Forse
siamo arrivati al punto in cui il mercato non riesce
più a capire se stesso: il consumatore non sa se e
cosa comprare, il produttore non sa bene in quale
direzione muoversi per creare prodotti effettivamente
utili e competitivi.
Tutto questo genera confusione che si è
concretizzata in un disorientamento da entrambe le
parti e pare che le mostre come SMAU siano i primi a
soffrirne, come insegna il caso COMDEX.

Questo tuttavia non significa che SMAU dovrebbe
continuare a subire passivamente la situazione: si
stima che il 90% del mercato ICT italiano passi per
Milano, guarda caso la città dove si tiene SMAU.
Invece di essere la vittima di una situazione di
mercato incomprensibile, non sarebbe il caso di
diventare il promotore di un po’ di chiarezza nel
ICT?
non sarebbe bello se gli organizzatori
contrattassero tutti i visitatori di SMAU di quest’anno
(siamo tutti schedati, niente paura) e chiedessero
loro come valutano la manifestazione, cosa avrebbero
voluto vedere che è mancato e cosa vorrebbero vedere
l’anno prossimo? Organizzando una così grande
quantità di opinioni e suggerimenti da persone
esperte nel ICT potrebbe forse essere la molla in
grado di far scattare l’interesse negli espositori
e di riflesso nei visitatori.

Le idee ci sono e lo ‘zoccolo duro’ anche, ma il tempo sta diventando poco: qualche altro anno così,
potrebbe essere un colpo mortale per la
manifestazione.
Dovrebbe essere impegno di tutti noi ,
professionisti e ‘semplici’ appassionati, fare in modo
che questo non succeda

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