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TVFonini ovvero DVB-H

La pubblicità è talmente tanta e le chiacchiere che gli girano intorno talmente grosse, che non posso fare a meno di parlarne anch’io.

Avete capito, sto parlando dei cosiddetti ‘TVFonini’, neologismo poco originale per definire quei terminali radiomobili abilitati alla ricezione di trasmissioni audio e video digitali secondo lo standard DVB-H. Per i lettori più interessati, ricordo ceh DVB-H è una delle specifiche del Digital Video Broadcasting che tratta dei terminali Handheld, portatili appunto, per maggiori informazioni vi rimando al sito del consorzio ovvero http://www.dvb.org.

A conferma del fatto che gli italiani sono complessivamente il popolo più ‘malato’ per i telefoni cellulari, persino il sito ufficiale del progetto DVB appena citato, riporta in prima pagina (notizia datata 13 Giugno 2006) che in Italia i primi clienti possono beneficiare dell’offerta di video digitale mobile.
Se seguite il mondo dell’informatica o dell’elettronica in generale,sicuramente avrete visto come molte riviste del settore stiano sponsorizzando numerosi terminali e servizi su questa offerta, anche la Università Bocconi ha elaborato uno studio per valutare il possibile successo commerciale del prodotto, mi pare però che nessuno si sia posto una questione fondamentale: a chi dovrebbe servire questa tecnologia?

Quando vedo una nuova cosa – a parte l’ovvio interesse per un nuovo e sofisticato gadget tecnologico – il mio primo istinto è di pensare alla sua utilità pratica, mia e poi per il resto del Mondo. Dopo qualche mese che se ne parla, ancora non ho trovato una valida giustificazione per questa offerta.

Certo, adesso è stata lanciata al traino dei Mondiali di Calcio, evento mediatico importantissimo, e, ci dicono, da questo autunno potremo anche fruire il Campionato Italiano di Serie A. In più ci sono i migliori canali Mediaset, Rai e SKY, ma è ovvio che – almeno da noi – l’offerta più ghiotta è quella del calcio, i cui diritti generano un giro d’affari multimilionario.

Ma in effetti chi può essere interessato a comprare una cosa del genere?
Ve la vedete la gente che cammina per strada fissando lo schermo del telefonino vedendo il ‘Grande Fratello’?
A parte l’ovvia figura ridicola, pensate un po’ alla totale impraticità di muoversi mentre si fissa uno schermo e si cerca di ascoltare i dialoghi in mezzo alla cacofonia di una strada o di una stanza affollata.
Forse può servire quando si è al bar o al ristorante?
In effetti potrebbe essere una idea, ma molti ristoranti già richiedono di non usare il cellulare, figuriamoci un telefonino con la Tv incorporata. Il bar generalmente è usato per bere un caffé oppure per fare una pausa pranzo dal lavoro che, come è noto, è il pasto più sbrigativo che esista.
Forse per un viaggio in macchina o in treno o, in un futuro non troppo lontano, in aereo?
Questa forse è l’applicazione più promettente, ma non dimentichiamo che l’intrattenimento sugli aerei è una pratica ben consolidata che si sta sviluppando in maniera sempre più sofisticata. Per i treni è una relativa novità, ma molto si sta muovendo in questo senso e, infine, anche sulle auto DVD e schermi integrati stanno prendendo piede.

Ultimo, ma assolutamente NON meno importante, non dimentichiamoci che qui stiamo parlando di vedere una trasmissione televisiva su uno schermo da 2,5 pollici circa con una risoluzione pari a un quarto del VGA standard (320×240 pixel) e di ascoltare la stessa trasmissione da un minuscolo altoparlante oppure da un auricolare nell’orecchio. Non so voi, ma personalmente penso che non lo tollererei per più di 10 minuti.
Ancora, non è ben chiaro qualè la disponibilità di questo servizio: ovviamente è necessaria una copertura UMTS (e questo, già di suo non è facile) e questa copertura deve essere di buona qualità. Se ci sono troppi utenti collegati alla stessa microcella, oppure se il segnale è debole, ovviamente la banda di trasmissione si riduce con conseguente perdita di qualità dell’immagine, che con tutta probabilità si manifesta come un effetto di pixelization più o meno evidente.
E in caso di roaming? Funzionerà? E con quali costi?
E se si superano i confini nazionali? Quali servizi televisivi saranno disponibli?

Da questo breve Blog, penso di avervi convinto che ci sono ancora molti lati oscuri a proposito di questa offerta, ma soprattutto la sua utilità e la sua stessa commerciabilità sono, a mio modo di vedere, un grosso punto di domanda.
Un’ultima riflessione: per sviluppare questa tecnologia si sono spesi milioni di Euro e di Dollari da parte di operatori mobili, produttori di cellulari e fornitori di contenuti. Se il mercato del DVB-H dovesse andare male, chi pagherà per tutte queste spese non rientrate?
Forse tutti noi, utenti e non utenti del DVB-H, dobbiamo aspettarci una crescita dei prezzo dei cellulari, delle tariffe e degli abbonamenti televisivi per pagare una scommessa fatta a occhi chiusi?

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