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Ares: il nuovo Dio dello Spazio?

L’argomento di questa entry non è del tutto nuovo, ma mi sono deciso di scrivere a questo proposito partendo dalla notizia apparsa di recente sul sito della NASA

Tutti voi sapete che la flotta delle Space Shuttle verrà messa in disarmo al più tardi nel 2010. Al momento solo tre navette sono in servizio, la Discovery ha appena concluso la STS-121 mentre la Atlantis e in preparazione al VAB per la STS-115. La Endeavour al momento è ferma al molo 2 del OPF nell’ambito del suo periodo di modifiche e quindi non è al momento disponibile per i voli spaziali.
La fase finale di assemblaggio della ISS richiederà ancora molti voli e alcuni di questi possono essere compiuti solo dalla Navetta Spaziale a causa delle sue caratteristiche e delle sua capacità peculiari.
Questo è in effetti l’unico motivo per cui la flotta delle Shuttle è ancora in servizio: secondo la grande parte delle forze politiche negli USA, il programma Space Shuttle è semplicemente uno spreco di soldi in una avventura che viene dalla preistoria della esplorazione spaziale, un inutile spreco in un veicolo che è considerato pericoloso e che non porta nessun vantaggio agli USA.
Niente di più sbagliato.
Per prima cosa è necessario sfatare il mito secondo cui la Navetta sia un mezzo antiquato, costruito secondo principi superati. Questo è falso! La tecnologia aerospaziale impiegata nella progettazione e nella costruzione delle navette era all’avanguardia negli anni ’70 e lo è ancora adesso, parzialmente grazie al fatto che la disponibilità di risorse nella ricerca in questo campo sia molto limitata in tutti i paesi del mondo, ma soprattutto perchè il progetto originale era all’avaguardia fin dalle prime bozze sui tavoli dei progettisti.

Altra domanda è se la Navetta sia effettivamente pericolosa.
La risposta anche in questo caso è negativa. A questo punto della vita del programma si può ragionevolmente stimare che il tasso di guasti critici sia di circa il 2%.
Il problema vero è che la Navetta è un sistema che si basa sulla affidabilità assoluta: ci sono parti dello Shuttle che semplicemente devono funzionare entro parametri strettissimi, al primo colpo e per tutto il tempo necessario. Purtroppo quando questo non accade, il risultato è spesso disastroso ed essendo la navetta un veicolo con equipaggio umano, la perdita di vite ha ovviamnete un impatto negativo molto forte, soprattutto sul grande pubblico.
Nonostante la navetta sia, come ogni altro meccanismo di questo Universo, una macchina imperfetta, molti affermano che diversi guai che sono capitati nel corso del progetto (inclusi gli incidenti distruttivi della Challenger e della Columbia) siano in effetti in larga misura imputabili a errori umani accaduti molto prima di ogni missione, errori derivati da problemi organizzativi e di comunicazione all’interno della NASA e con i suoi numerosi ed eterogenei fornitori (effettivamente, per inciso, questo è la causa anche del famoso incidete all’Apollo 13).

Questo lungo cappello è solo per introdurre la vicenda nella quale si inserisce il piano di ritiro della Flotta. Come scrivevamo, la data ultima di ritiro è il 2010, appena completata la ISS, ma un incidente – di entità rilevante, anhce nonj mortale – in una della missioni da qui al 2010, potrebbe anche convincere la pubblica opinione (o fare che i politici sfruttino questa scusa) della necessità di un ritiro anticipato, mettendo a serio rischio lo stesso completamento della ISS

La domando che sarà spontaneamente sorta a tutti voi è: che fare dopo?
Esatto, che ne sarà del programma di esplorazione dello spazio?
Secondo la NASA, tutto sarà affidato nelle capienti mani dei due vettori Ares e del Crew Expedition Module, non mi dilungherò più del necessario nella loro descrizione qui, ma molte informazioni sono disponibili a partire da questa pagina sul sito della NASA.
Secondo la propaganda della NASA, questi veicoli si avvalgono del meglio delle tecnologie sviluppate per il Saturno V per i moduli lunari e per il programma Space Shuttle.
La derivazione dei primi due è bene visibile nel CEM e nei propulsori dei vari stadi dell’Ares I e dell’Ares V, la parte più evidente dell’eredità della Navetta sono i booster dell’Ares V e il primo stadio dell’Ares I: entrambe le parti sono in pratica una piccola evoluzione dei SRB attuali.
Ma non è questo il punto. La NASA si è ‘dimenticata’ di inserire in un contesto tutta questa ‘nuova’ tecnologia.
Infatti nessun comunicato stampa ci ricorda che il programma della Space Shuttle era un primo passo verso un vero veicolo Single-Stage-To-Orbit, considerato l’obiettivo massimo dell’industria aerospaziale per quanto riguarda i trasporti Terra-Spazio.
La Shuttle era una prima prova delle tecnologie necessarie per ottenere un vero SSTO, il suo testimone avrebbe dovuto essere raccolto da veicoli come la Lockheed VentureStar o il McDonnell Douglas DC-X, ma è chiaro e ovvio a tutti che puntare a qualche cosa di simile ai due Ares e al CEV significa semplicemente tornare agli anni ’60 e costruire una evoluzione del Saturn V e dei moduli lunari. Il fatto che il CEV sia riutilizzabile per un pugno di missioni, ovviamente non è niente di sostanziale, ma solo una scusa per definire il sistema in qualche maniera ‘riutilizzabile’ nel suo complesso, ma ovviamente non lo è in maniera neanche lontanamente paragonabile alla Navetta o qualcuno dei suoi successori rimasti solo sulla carta.
Che questo sia un passo in avanti, è tutto da vedere. Forse questo sistema avrà una sicurezza maggiore e un costo minore, ma queste sono caratteristiche ancora da valutare, mentre è già sicuro che potremo scordarci la flessibilità della Navetta Spaziale. A questo proposito, le capacità e la versatilità di un eventuale Earth Departure Stage sono ancora tutte da verificare, è tuttavia improbabile che una qualsiasi di queste tecnologie sia in grado di effettuare sofisticate operazioni meccaniche – come la riparazione del HST o l’assemblaggio e la manutenzione della ISS – che invece sono compiti per i quali la Space Shuttle è stata progetta ed è perfettamente attrezzata.

Naturalmente in queste poche righe io ho solo potuto offrire una superficiale carrellata di quello che la Space Shuttle è stata ed è ora, e di quello che tutte le varie tecnologie del Project Constellation della NASA saranno, in un futuro speriamo prossimo.
Dove possibile ho inserito rimandi a voci della Wikipedia oppure a pagine del sito della NASA dove spero ognuno di voi lettori potrà trovare molte altre informazioni per farsi una idea in proprio.

Alla fine della giornata, tuttavia, io ho la netta impressione che la direzione presa dalla industria spaziale americana sia del tutto involutiva e rivolta qualcosa di ‘già visto’ considerato ‘più sicuro’ e ‘più economico’. Ma se proprio al NASA smette di innovare, esisteranno di nuovo grandi avventure come il Progetto Apollo o lo stesso Progetto NTS?
Ho l’impressione che, per la prima volta dagli anni ’50, l’esplorazione spaziale abbia smesso di progredire.
Saremo in grado di ritornare a guardare al futuro, o fra 50 anni non sapremo più nemmeno come andare nello spazio?

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