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Ma quanti Pianeti ci sono?

Negli ultimi giorni molti di voi se lo saranno chiesti più di una volta
In poche ore siamo passati da <Hanno scoperto due nuovi pianeti!> a <Hanno rubato Plutone!>
In questa entry cercheremo di andare oltre il marasma degli annunci chiassosi e scientificamente insensati dei giornalisti vari per analizzare veramente cosa è successo.
Come prima cosa diciamo che tutto questo gran parlare di pianeti nuovi e vecchi è nato da una delle discussioni tenutasi all’ultima assemblea generale della IAU nella quale si è affrontato nei dettagli e in maniera definitiva che cosa si intenda con la parola ‘pianeta’.

Tre nuovi pianeti?Nonostante la notizia sia recente, la polemica sul termine “pianeta” nasce molto tempo fa. Negli ultimi decenni, grazie ai notevoli progressi tecnici, si è intensificato lo studio delle zone critiche del Sistema Solare che stanno nel suo mezzo – la fascia di asteroidi – e alla sua estrema periferia – la Fascia di Kuiper. Oltre a questa analisi ‘interna’, nuove tecniche di analisi ci permettono di identificare pianeti extrasolari e addirittura di evidenziarne alcune caratteristiche anche su distanze interstellari.
Proprio a causa dei risultati di questi studi, ormai da parecchi anni c’e’ un dibattito aperto su come definire un pianeta e cosa fare rientrare in questa categoria.

Come sa bene anche il grande pubblico, la più grossa disputa in corso era se considerare o meno un pianeta Plutone. In effetti Plutone ha delle caratteristiche orbitali del tutto anomale, oltre a possedere una massa molto piccola e ad avere una luna proporzionalmente troppo grande. In più nella Fascia di Kuiper si sono trovati degli oggetti don caratteristiche del tutto comparabili a quelle di Plutone, sebbene situati a una distanza maggiore del Sole, tanto da far pensare che la scoperta di Plutone e la sua definizione di nono pianeta, siano state solo un ‘accidente’ derivato dal suo essere più vicino di molti altri oggetti simili esistenti nella Fascia

Tre pianeti da vicinoPartendo dal presupposto che Plutone non poteva perdere il suo status di Pianeta, visto il suo valore culturale, in un primo momento si pensava di sistemare le cose estendendo appunto questo status di pianeta ad altri oggetti simili.
Da qui sono partite tutte le chiacchiere a proposito della ‘scoperta’ di tre nuovi pianeti: in realtà non si è scoperto un bel niente, ma semplicemente si è provato a cambiare una definizione.
Per inciso, i tre oggetti da aggiungere all’elenco di pianeti sarebbero stati:

  • 2003 UB313
    un oggetto trans-nettuniano di grandi dimensioni scoperto pochi anni fa
  • Caronte
    la luna di Plutone. L’idea di renderla un pianeta deriva dal fatto di essere tanto grande rispetto a Plutone che il centro di massa del sistema dei due sta quasi a metà strada tra i due oggetti, ben oltre la superficie di Nettuno. Per questo motivo si pensa vi coniare la nuova definizione di ‘pianeta doppio’ da dare a Nettuno e alla sua luna che sarebbero quindi diventati due pianeti facenti parte appunto di un pianeta doppio
  • Cerere
    un oggetto, anche qui di grandi dimensioni, della fascia di asteroidi

Se questa risoluzione fosse passata ai voti, avremmo dovuto non solo aggiungere subito nuovi pianeti, ma tenere d’occhio molti altri oggetti che avrebbero avuto le carte in regola per entrare a loro volta nella grande famiglia del Sistema Solare.
Se siete interessati, potete leggere la bozza della proposta a questo indirizzo, tuttavia la storia si è svolta in maniera molto diversa e la decisione finale si è trasformata nell’esatto opposto a questa proposta iniziale.

Declassati!Proprio per evitare una proliferazione incontrollata di corpi celesti nella famiglia dei Pianeti, la IAU ha preso una posizione coraggiosa che in molti hanno criticato, ma che ha ovviamente una sua logica.
La decisione più radicale è quella che riguarda Plutone: per i motivi discussi qui sopra e per altre considerazioni, si è deciso di rimettere il corpo celeste e la sua luna nel ‘calderone’ di tutti i piccoli oggetti già conosciuti e di quelli ancora sotto analisi. naturalmente questa decisione non è stata presa in modo arbitrario, ma corredata da una linea guida molto pratica.
Secondo le risoluzioni 5 e 6 della IAU un Pianeta (‘Classico’, secondo la correzione della versione b) è definito in base a questi tre parametri:

  1. E’ in orbita intorno al Sole
    Questa caratteristica è abbastanza ovvia e esclude gli oggetti con orbite ‘esotiche’.
    Per completezza ricordiamo che il Sole non è un pianeta ma una stella e la sua definizione è ‘Un corpo celeste in grado di avviare una reazione di fusione termonucleare nel suo nucleo’. La stella più piccola possibile è una Nana Bruna con un massa approssimativamente 12 volte quella di Giove
  2. Ha una massa sufficiente perché la sua gravità superi le forze di corpo rigido e perchè assuma l’equilibro fluidostatico in forma sferica o quasi-sferica
    Anche se il linguaggio è un po’ tecnico, molto semplicemente significa che un pianeta deve essere abbastanza grande perchè la sua gravità sia sufficientemente forte da farlo diventare una sfera. Nell’originale inglese c’e’ l’aggettivo nearly che tiene conto delle piccole anomalie che si scostano dalla sfera geometrica perfetta.
    Secondo alcuni calcoli della Planetary Society possiamo stimare un limite inferiore a questa condizione, come quello di un corpo di raggio 800 Km e massa circa 5,9×1020 Kg, anche se queste cifre sono solo indicative
  3. Ha ripulito la sua orbita da detriti
    Anche se a prima vista potrebbe non sembrare, è una osservazione importante: infatti, in un colpo solo esclude tutti i corpi della fascia di asteroidi e quelli della Cintura di Kuiper. Molto semplicemente, ricordiamo che un pianeta di grande dimensioni, dopo la sua formazione dalla nube primordiale, generalmente assorbe tutti i corpi di piccole dimensioni nei dintorni della suo orbita, oppure con la sua massa li perturba facendoli finire contro altri pianeti o addirittura fuori dal Sistema.
    Tutti i pianeti al di fuori di Nettuno hanno fatto una cosa del del genere e quindi questa ultima condizione condanna irrimediabilmente il fu nono pianeta.
    Vale la pena ricordare che la fascia di asteroidi è da alcune teorie identificata come un ‘pianeta mancato’ in quanto è possibile che le enormi forze mareali generate da Giove abbiano impedito la creazione di un pianeta che altrimenti si sarebbe formato esternamente all’orbita di Marte.

La seconda parte della risoluzione 5 tratta della nuova categoria di Pianeti Nani definiti come i corpi celesti che:

  1. Come la definizione 1 di Pianeta
  2. Come la definizione 2 di Pianeta
  3. Non ha ripulito la sua orbita dai detriti
  4. Non è un satellite

Infatti, la Risoluzione 6 definisce Nettuno come un Pianeta Nano secondo la definizione appena data e lo considera <[…]come il prototipo di un nuova categoria di oggetti trans-Nettuniani>.

L’ultimo punto della Risoluzione 5 categorizza tutto il resto del Sistema Solare con questa sentenza:

  1. Tutti gli altri oggetti che orbitano intorno al Sole, tranne i satelliti, dovranno essere identificati come Piccoli Corpi del Sistema Solare

Prima di chiudere vale la pena notare che il termine ‘Stella’ delle prime bozze è stato sostituito da ‘Sole’ chiarendo così che queste linee guida valgono per il Sistema Solare ma non (o almeno, non automaticamente e immediatamente) per i pianeti extra-solari, per i quali, evidentemente, la IAU prevede nuove discussioni e votazioni

In chiusura dobbiamo quindi stabilire che, dal 24 Agosto 2006, nel Sistema Solare c’e’ una stella intorno alla quale orbitano otto pianeti: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove,Saturno, Urano e Nettuno.
Questa decisione della IAU è sicuramente un cambio epocale che infatti non è passato inosservato, pur in tutta l’approssimazione possibile ai mezzi di informazione, tuttavia questa decisione è motivata da ragionamenti seri sulla catalogazione dei corpi celesti, sulla loro nascita ed evoluzione. Per quanto a molti sembri ‘ingiusto’ togliere a Plutone il suo status dopo tanti anni, è innegabile che le due risoluzioni nel loro complesso siano conclusioni del tutto logiche e perfettamente in linea con le usuali necessità di classificazione proprie dell’Astronomia e della Scienza in genere.

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