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Recensione: Geopolitica Dello Spazio

Molti conosceranno questo titolo, almeno per nome: per tutta l’estate è stato pubblicizzato quasi giornalmente nella finestra della RCS nella rubrica di economia del Corriere della Sera
Il libro mi ha subito incuriosito e, vista la carenza di titoli sull’argomento spaziale soprattutto in lingua italiana, mi sono deciso a comprare il volume durante i recenti saldi autunnali su IBS.
Purtroppo il libro non ha recensioni, ma l’autore è uno stimato professionista, quindi pensavo comunque di aver portato a casa un libro di spessore.
Non mi potevo sbagliare di più

Il libro inizia con una interminabile serie di presentazioni scritte da persone di una certa notorietà, tra cui il nostro ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga (lucidissima la sua analisi della situazione industriale italiana… peccato poco rilevante nel testo). E già qui comincio a preoccuparmi: un tale bisogno di essere lodato e imbrodato può voler dire due cose: egocentrismo o voglia di ritardare il più possibile l’inizio del libro vero e proprio.
Giusta la seconda.
Le presentazioni di per sé non sono male, ma molte di loro mancano completamente il bersaglio (limitandosi a parlare dell’autore) evitando quasi completamente proprio l’argomento Spazio che dovrebbe essere il tema centrale di tutto il libro.
Poi, finalmente il saggio inizia, i primi capitoli sono del tutto interlocutori, si entra nel vivo con il capitolo relativo alla Guerra Fredda e qui iniziano i dolori.
Non si capisce per quale motivo, nel suddetto capitolo ci sia trattata solo la storia della scienza spaziale nella Unione Sovietica (evidentemente, secondo l’autore, gli USA non hanno partecipato alla Guerra Fredda), in più latrattazione si limita a pochi fatti selezionati in maniera arbitraria nel vasto panorama spaziale Russo. Segue un elenco sterminato e del tutto sterile di satelliti lanciati, dei loro nomi e di alcuni loro parametri orbitali. Lo scopo di questo elenco ci è del tutto oscuro anche dopo la fine della lettura.
Archiviato il capitolo Russo, si passa alla Francia. Qui probabilmente il signor Valori scambia il carteggio con quello di un altro libro, infatti questo capitolo parla delle capacità militari nucleari Francesi e solo di riflesso dice qualcosa riguardo le sue attività spaziali. Non credo che debba essere detto altro sull’argomento.
Segue una breve parte sulla Cina. Ovviamente in questo momento il Celeste Impero è sulla bocca di tutti, e quindi è chiaro che bisogna parlarne in ogni luogo, però bisognerebbe avere almeno una idea o un concetto intelligente da dire a riguardo. L’autore invece anche qui si limita – di nuovo – a un elenco parziale di satelliti lanciati dallo Stato asiatico, accennando semplicemente al suo programma spaziale umano e ai notevoli progressi tecnologici che ha compiuto, indipendentemente dalla tecnologia Russa, contrariamente a quello che asserisce Valori.
Un paio di capitoli sullo spazio negli Stati Uniti ci avvicinano alla chiusura. Come è noto, gli USA sono una potenza spaziale di secondo piano, quindi l’autore li degna solo di poche pagine (!) nelle quali accenna al loro apparato militare coadiuvato da una rete di satelliti in orbita. Niente più merita l’argomento.
Finalmente arriviamo a parlare dell’Italia e delle prospettive future per lo spazio nel nostro Paese e nel resto della UE. Questa ultima parte è un guazzabuglio di idee confuse su progetti scientifici, para-scientifici e fanta-scientifici da realizzarsi in un futuro piuttosto vago, con mezzi e risorse non ben specificati e con apporti Italiani del tutto discutibili.

Naturalmente non mi aspettavo un libro tecnicamente e scientificamente accurato da una persona che non è di scienza (e che, evidentemente aborrisce la scienza), ma in questo libro sfioriamo il ridicolo.
Mi basta menzionare pochi casi, per esempio la chicca secondo cui lo sbarco Americano sulla Luna sarebbe avvenuto negli anni ’70 (sic). Evidentemente l’autore è uno dei fautori delle teorie del complotto, secondo cui i primissimi viaggi lunari sono stati registrati in uno studio cinematografico.
Nel capitolo sullo Spazio Russo ci sono interessanti disquisizioni sulle navette Progresse e Soyuz, sulla Buran e sul progetto Energia, peccato che il signor Valori non abbia la minima idea di che cosa si stia parlando. La cosa è ovvia leggendo righe e righe di giri di parole per descrivere veicoli e tecnologia sulla quali, evidentemente, l’autore non ha le idee né chiare né confuse, ma non ne ha proprio.

A parte queste ‘imprecisioni’ (io direi ‘errori madornali, ma sento già una pletora di scrittori che mi biasimano) ci sono delle imperdonabili dimenticanze.
Infatti da questo libro, pare che la Stazione Spaziale Internazionale sia solo un progetto di poco conto e viene quindi liquidata in poche righe. Stesso dicasi per il Reaganiano progetto SDI (‘guerre stellari’), anche lui appena accennato. Qualcuno sarebbe tentato di dire che quest’ultimo progetto ha giocato un ruolo chiave nella geopolitica degli anni ’80, ma evidentemente è un parere non condiviso dall’autore.
E ancora, con quale criterio si sono scelte le nazioni di cui parlare? L’autore sa che l’Australia, nell’immediato dopoguerra, era la terza potenza spaziale del Mondo? evidentemente no, visto che non dedica nemmeno una riga al suo programma spaziale passato o presente.
Non sarebbe il caso di dire qualcosa a proposito dei programmi para-spaziali di Iran e India, programmi sviluppati di pari passo con le armi nucleari di cui si è parlalo molto nel capitolo sulla Francia?

Insomma, un disastro.
Questo libro mi sembra la semplice rilegatura di una serie di appunti presi in qualche corso universitario di quelli insegnati e seguiti ‘per forza’ perché spono obbligatori, non perché servano a qualcosa. Sempre entro lo stereotipo di una scienza inutile e di uno spazio irrilevante, un libro del genere può essere trattato con una leggerezza estrema e dato alla stampa con tanto di roboante campagna pubblicitaria.
Non è il caso di smetterla con questa pantomima e mettere in campo un po’ di onestà intellettuale?
Da parte di personaggi del calibro di Giancarlo Valori e da editori come Rizzoli, ce l’aspetteremmo sicuramente.

Il volume in breve

  • Autore: Giancarlo Elia Valori
  • Titolo: Geopolitica Dello Spazio
  • Editore: RCS Libri
  • Edizione: I, giugno 2006
  • Pagine: XXXII, 130
  • Rilegatura: Brossura filo refe
  • Rapporto Contenuto/Costo: 8,12 Pag/Eur
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