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In arrivo: Microsoft Linux

Windows Vista? Roba vecchia, Linux è la vera novità!
Naturalmente sto estremizzando, però è interessante notare come la notizia della finalizzazione di Windows Vista (la versione RTM è appena stata inviata alla diverse industrie che si occuperanno di pacchettizzarla) è passata in secondo piano rispetto alla notizia della firma dell’accordo tra Novell e Microsoft
Negli ultimi giorni ne hanno parlato tutte le riveste di informatica e i relativi siti internet: Microsoft ha stretto un accordo con Novell per lavorare congiuntamente all’integrazione tra Windows e le versioni Linux di Novell, ex SuSE Linux.

La notizia è senza dubbio di quelle che fanno la storia: fino a pochi anni fa Linux era il nemico numero uno di Microsoft e veniva combattuto con ogni mezzo, oggi la Multinazionale americana si è finalmente decisa ad affrontare il problema (problema dal suo punto di vista, naturalmente) da una prospettiva completamente diversa.

Il titolo di questa entry è preso parzialmente in prestito da un editoriale apparso molti anni fa su un numero di Aprile della rivista PC Magazine.
L’autore aveva fatto la battuta come un pesce d’aprile, ma nell’articolo parlava ampiamente di come la Microsoft avrebbe dovuto fin da subito mettere il naso negli ambienti open source e arrivare, magari dopo qualche tempo a creare una propria distribuzione di Linux
In effetti l’idea non è del tutto campata in aria: la Microsoft ha basato al sua fortuna sui sistemi operativi, il principale avversario del suo sistema proprietario e una alternativa open-source, paradossalmente potrebbe quindi ‘clonare’ il proprio competitore senza nemmeno incorrere in problemi con gli organismi antitrust internazionali!

E’ chiaro che il cambio di paradigma sarebbe radicale: da un sistema proprietario coperto da segreti industriali a un mondo open-source che ripudia ogni tipo di codice secretato o brevetti sul software. Tuttavia le potenzialità sarebbero enormi.
Pensate solo alla possibilità di adattare l’interfaccia grafica di Windows al kernel di Linux: in un colpo milioni di utenti potrebbero usare il diverso sistema operativo con una curva d’apprendimento rapidissima. Naturalmente la Microsoft sarebbe interessata a ottenere un profitto da questa attività, ma – diversametne da quello che credono molti – è normale che le distribuzioni di Linux siano pacchettizzate a pagamento. Le aziende pagherebbero comunque per avere il software e un servizio di supporto di alta qualità, mentre gli utenti singoli potrebbero finalmente scaricare un sistema operativo Microsoft senza dover cercare delle copie pirata pur essendo eprfettamnte in regola e, cosa importante, allargando ancora la base utenti del sistema..
In tutto questo Windows non perderebbe necessariamente quote di mercato o tecnologia, in quanto, lavorare anche su un diverso sistema operativo in contemporanea porterebbe un patrimonio di conoscenze ed esperienze enorme ai programmatori di Redmond.

Ma questo è solo l’inizio: invece di soccombere a OpenOffice, Microsoft potrebbe portare Office su Linux, come software commerciale oppure come open-source guadagnando sempre sull’assistenza.
Non dobbiamo nemmeno dimenticare che il nuovo paradigma applicativo pare convergere verso serivizi universali altamente integrati e da ‘vendere’ a tempo, direttamente su internet, al bisogno, quindi una occasione del genere potrebbe persino essere un modo per la Microsoft per guadagnare di più estendendo ulteriormente il proprio parco clienti e macchine
Consideriamo ancora la possibilità di portare il .NET Framework su un ipotetico Microsoft Linux (sempre ammesso che il progetto MONO non finisca prima): milioni di programmatori e di applicazioni improvvisamente pronte all’uso su una piattaforma del tutto diversa.

Valutiamo ora la fattibilità commerciale: Novell è una società che ha fatto la storia dell’informatica, ma negli ultimi anni non ha avuto un andamento impressionante, tanto che Oracle avrebbe voluto acquistarla per il suo ‘stack completo’ – ovvero per soddisfare il suo bisogno di avere una offerta completa dal sistema informativo alle applicazioni – ora l’accordo con Microsoft le farà sicuramente bene.
Microsoft infatti, come parte dell’accordo, si impegna a consigliare ai propri clienti interessati all’ambiente misto, di usare i prodotti Linux di Novell. E’ interessante notare che Red Hat ha subito un brutto colpo in borsa dopo la firma di questo accordo da parte della sua rivale storica.
A questo punto, io non mi stupirei se la Microsoft entrasse nel capitale azionario, o addirittura acquistasse l’intera società nel giro di pochi anni o mesi.
Dopodichè Microsoft Linux potrebbe anche diventare una realtà, e non è detto che sia un male, né per la comunità Linux (come alcuni si sono affrettati a dire, subito dopo la firma dell’accordo) né per noi utenti.

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