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Il caso Jasper Fforde

Chi di voi mi conosce un po’, sa che non sono un grande cultore di libri di narrativa, quindi è già strano di per
sé che io ne parli, se aggiungete il fatto che mi sono sentito in dovere di scriverci una
entry del blog, immaginate che la cosa sia eccezionale 🙂
In effetti si tratta di un caso letterario, scoppiato nel resto del mondo
della letteratura anglosassone qualche anno fa, in Italia da pochissimo. La serie di cui sto parlando è quella informalmente chiamata Thursday Next ideata e scritta da Jasper Fforde autore inglese salito agli onori della cronaca nel 2001 con il libro The Eyre Affair.
In Italia l’editore Marcos y Marcos ha pubblicato il primo libro della serie Il caso Jane Eyre e il secondo Persi in un Buon Libro.

La particolarità più grande di questa serie, probabilmente, è quella di non essere facilmente categorizzata, si tratta
fondamentalmente di una storia gialla che però si mescola con naturalezza alla fantascienza. Infatti la sere è ambientata
nella metà degli Anni Ottanta di un universo parallelo al nostro, in cui la storia è diversa, così come lo sono anche alcune leggi della fisica.
La protagonista della serie è appunto Thursday Next un po’ poliziotta e un po’ agente segreta al servizio delle Forze dell’Ordine nelle OPS, una organizzazione militare
composta da numerose sezioni che si occupano di perseguire crimini di tutti i tipi. Nel mondo di Thursdasy Next i libri sono un bene
molto più prezioso di quanto lo siano da noi, il suo lavoro infatti è quello di indagare sui crimini collegati ai romanzi e ai testi in genere. Ma le diversità del
suo 1985 non finiscono qui.

La genetica è molto più avanzata che da noi, tanto che i Neanderthal vivono in maniera più o meno ‘normale’ tra i Sapiens, i Mammut
scorrazzano nelle foreste dell’Inghilterra e i Dodo sono animali da
compagnia. La tecnica aerospaziale è ancora agli albori, ma i viaggi
intercontinentali sono assicurati dal Gravitube, una specie di gigantesca
metropolitana che attraversa la Terra.
La sorpresa più grande, però, è che il muro tra realtà e fantasia è molto sottile, in questo universo infatti è possibile, tramite diversi mezzi,
entrare
nelle opere letterarie e addirittura interagire con esse!

Da qui in poi è un mondo rocambolesco e infinito che si apre davanti agli occhi del lettore, un
mondo fatto di servizi deviati, mega-corporazioni senza scrupoli, storia alternativa, ma
soprattutto di innumerevoli personaggi provenienti dai libri più o meno famosi. Questa varietà crea un intreccio di personaggi, di trame e di trovate da soddisfare anche i lettori più esigenti.
Nonostante questo, non pensate assolutamente che i libri siano ‘pasticciati’ in qualche modo, anzi l’autore è molto
attento alla continuity e alla consistenza interna tra i libri. Dato che la serie è sempre stata pensata
appunto come una sequenza di libri, Fforde si può permettere di trattare alcuni argomenti in maniera superficiale in un punto per poi approfondirli in un altro luogo e tempo.
Non manca nei libri una vivace ironia che alleggerisce la narrazione: è l’arma
principale con cui la protagonista affronta il suo lavoro e tutte le difficoltà che
le si parano davanti.

I libri sono una vera miniera di trovate divertenti e originali che
appassioneranno il lettore fin dalla prima pagina. Ammetto di aver letteralmente
divorato i libri in poche ore e non ho potuto resistere alla tentazione di
consigliarli agli amici.
Si tratta di una saga veramente originale e coinvolgente, una ventata di novità in un panorama letterario, bisogna dirlo, spesso troppo piatto e privo di varietà.

L’edizione di Marcos y Marcos e di buona qualità, ma purtroppo pecca un po’ in alcuni aspetti.
La pagine sono in carta Pigna lucida da circa 90 g/m2 colore avorio, la stampa è molto precisa, purtroppo la rilegatura e le due copertine lasciano un po’ a desiderare: è un semplice cartoncino colorato ripiegato che ricorda troppo una edizione economica
e toglie al libro un po’ di qualità.

Il volume in breve

  • Autore: Jasper Fforde
  • Titolo: Il caso Jane Eyre | Persi in un buon libro
  • Editore: Marcos y Marcos
  • Edizione: I, aprile 2006 | I, Gennaio 2007
  • Pagine: 378 | 412
  • Rilegatura: Brossura, copertina morbida
  • Rapporto Contenuto/Costo: 23,6 | 24,2 Pag/Eur
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A gonfie Vele su internet

La diffusione degli accessi a int6ernet a basso costo, in particolare delle ADSL ‘per tutti’ ha portato una
conseguente crescita nella commercializzazione di ‘modem’ e piccoli router ADSL.

Si tratta in effetti di Adattatori Terminali ADSL e ADSL+ che inizialmente funzionavano con porte USB, ma che negli anni si sono evoluti in in apparecchi
che integrano il TA, un piccolo modulo di routing, uno switch etherent e altri
ammennicoli, tra cui un hot spot WiFi.

A questo proposito, pochi giorni fa ho avuto un apparecchio commercializzato dalla Telecom Italia che si chiama ‘Pirelli Alice Gate W2+’ amichevolmente detto ‘Vela’ per via della sua forma.

Nell’ambiente questo dispositivo è noto per avere un ottimo hardware, ma un pessimo firmware. Ho cercato
quindi su Internet qualche informazione a propostio e, non senza un po’ di sorpresa, ho trovato molte informazioni per modificare
radicalmente questo apparecchio e per renderlo completamente diverso da quello che la Telecom vorrebbe che fosse.

Questo router è basato sul chipset Broadcom BCM6348, un
dispositivo piuttosto diffuso per questo tipo di applicazioni. In più integra un piccolo switched hub ethernet, sempre di fabbricazione Broadcom.

Tutto il circuito integrato è di produzione Pirelli Broadband Solutions ed è poi rivenduto (o noleggiato) sotto il marchio Alice di Telecom. In effetti il firmware modificato di Telecom
toglie quasi tutte le funzionalità del dispositivo. In pratica lo rende un
normalissimo Terminal Adapter USB e ethernet, senza nessuna capacità di routing, NAT, PAT o port forwarding.

Questa scelta di Telecom è del tutto discutibile, tra l’altro è interessante
notare che i software Pirelli e Telecom sono basati su materiale in licenza GPL, ma nessuna delle due pubblica i sorgenti,
come sarebbe tenuta a fare, dato che questa licenza è virale.

Per questo motivo è molto difficile riportare questo router alle sue funzionalità originali, come da specifiche di tutto l’hardware Broadcom. Tuttavia questo non ha impedito a un gruppetto di volenterosi di costruire un firmware molto evoluto e di rivelarci i segreti della eradicazione del software
Telecom.

Tutte le informazioni necessarie a trasformare questo router sono disponibili in rete, ma di seguito ho
pensato di farne un breve riassunto insieme al racconto della mia esperienza
personale.

ATTENZIONE:

Prima di iniziare questa procedura devo farvi notare alcune cose.

Prima di tutto, la maggior parte di questi apparati è fornita in comodato da
Telecom Italia e non sono quindi di
proprietà del cliente. In questo caso NON potete fare nessuna modifica al
dispositivo, in quanto si tratterebbe di manomissione. Potete modificare l’apparecchio solo se è di vostra proprietà.

In questo caso nessuno può impedirvi di modificarlo come meglio vi aggrada, tuttavia è bene notare che questo è fatto a vostri rischio e
pericolo. La procedura di seguito descritta è stata provata, ma né io né nessuna delle
persone citate vi può fornire garanzie – implicite o esplicite – o assistenza. In più una operazione del genere porta
normalmente alla decadenza immediata di ogni tipo di garanzia sull’apparecchio. Se avete dubbi in proposito, vi consigliamo di rivolgervi al vostro provider.

Ultima nota, se state usando questo apparecchio con servizi aggiuntivi di Alice (ad esempio IPTv o VoIP), NON effettuate nessuna modifica, perchè questi servizi non funzionerebbero più.

Il firmware fornito nell’apparecchio da Telecom Italia è bloccato in modo da non permettere nessun aggiornamento se non da remoto dalla centrale. Tuttavia il firmware è caricato da un bootloader ed è possibile interrompere direttamente da lì il caricamento del software.

Per prima cosa bisogna procurarsi alcuni file che possono essere rintracciati sul sito http://beghiero.myftp.org/firmware/index.php,
i firmware sono ordinati per data e sono divisi per la ‘Vela’ e per modello Telsey Magic. Per la ‘Vela’ sono disponibili due tipi di
firmware, quello originale Broadcom, fornito dal produttore ai clienti, e quello usato sul router 9108 della USRobotics. E’ un router basato sullo stesso chipset e il suo firmware è
stato adattato per la Vela, funziona bene, ma purtroppo non è in grado di accendere correttamente i led anteriori, cosa che l’altro router invece fa. Oltre al file con il firmware scelto, ricordatevi
anche di scaricare il file che azzera le impostazioni: un router W2+ che sia già stato acceso e configurato dalla Telecom,
infatti, deve essere per prima cosa ripulito utilizzando questo firmware.

All’interno del circuito stampato del dispositivo ci sono due contatti per il collegamento di una porta seriale: questa
permetterebbe di vedere l’output del bootloader, tuttavia la costruzione e il collegamento di questa seriale non è cosa semplice, c’e’ una soluzione più facile. Dato che il bootloader si ferma alla pressione di un tasto qualsiasi al momento dell’apparizione del prompt, è
sufficiente fare un corto tra il contatto Tx e quello Rx in modo che i caratteri stampati a monitor vengano reinseriti al prompt: questo interrompe il processo di boot e permette la sostituzione del firmware.

Procediamo aprendo la custodia di plastica che copre il dispositivo, il
coperchio è fissato da tre visti, due sono sul lato e facili da togliere, la terza è sotto,
vicino alla plastica anteriore rossa. Per toglierla è sufficiente sollevare un lembo della etichetta sulla parte anteriore, sotto
si trova la vite da togliere. Una volta rimosse queste tre, la plastica rossa anteriore si toglie tirando, le due parti di plastica grigia si aprono a libro.
Dettaglio dei ContattiScoperto il circuito stampato, dovete individuare i due contatti marcati R276 e R277, si
trovano in alto, vicino al lettore di smart-card. Una volta individuati, dovete metterli in corto circuito usando un filo elettrico
oppure le punte di un paio di forbici isolanti. I due contatti sono molto piccoli, dovete quindi prestare molta attenzione a toccare esattamente
la parte metallica. Una volta cortocircuitati, potete accendere il router, in pochi secondi il bootloader termina e il router entra nella modalità
aggiornamento, ve ne accorgete perchè tutti i led anteriori restano accesi a
parte quello centrale.

A questo punto passate al PC, collegate un cavi di rete ethernet al
connettore più vicino al pulsante di accensione del router e configurate l’interfaccia di rete del PC usando come indirizzo IP 192.168.1.2 (192.168.1.1
è l’indirizzo dell’interfaccia del router, quindi potete usare un indirizzo
qualsiasi tra 2 e 254), come subnet mask 255.255.255.0 e come default gateway 192.168.1.1.
Completata la configurazione, aprite il vostro browser internet e chiamate l’indirizzo 192.168.1.1. Si aprirà la
pagina di upgrade del firmware, a questo punto usate il pulsante Browse per scegliere il file di cancellazione delle impostazioni scaricato in
precedenza e poi Update per caricarlo.

il processo di caricamento impiegherà diversi minuti, dopodichè il router si riavvierà automaticamente. Questo cancella tutte le impostazioni già effettuate (esse infatti impediscono di caricare un firmware
diverso), per finire è necessario ripetete daccapo la procedura e questa volta caricate il nuovo firmware. In alcuni casi è stato necessario ripetere la procedura di
caricamento del firmware (solo questa, la cancellazione sembra funzionare
sempre), ma generalmente al primo o la secondo tentativo tutto funziona senza
problemi.

Sul sito della USRobotics c’e’ una chiara guida alla configurazione
che sarà molto utile sia che configuriate il firmware originale Broadcom che quello USR modificato,
in quanto solo solo esteticamente diversi, ma solo per qualche dettaglio.

Completata tutta questa procedura, vi trovate tra le mani un router completo che supporta i
protocolli di routing più diffusi, oltre a essere un server DHCP e un DNS proxy. Permette la sincronizzazione automatica di un account DynDNS, la configurazione di NAT e PAT e un completo supporto per reti wireless che comprende la cifratura WEP e WPA. Queste sono caratteristiche che si trovano nei migliori router
commerciali e possono essere ottenuti anche in questo dispositivo con uno sforzo modesto, come abbiamo visto.

Ultimo, ma assolutamente non meno importante, un ringraziamento pubblico a Beghiero,
Janniz, Submax, Roleo e JackTheVendicator oltre a tanti frequentatori del forum Il Punto Tecnico e ADSL, è grazie ai loro sforzi che tutte le scoperte che vi ho esposto sono state rivelate (in pratica è tutto reverse-engineering) e tutte le modifiche
implementate.

Grazie davvero.

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SciFOX? Purtroppo non più

Sicuramente tutti i fans di fantascienza avevano avuto parole di
apprezzamento per l’iniziativa prese la scorsa stagione dal canale televisivo satellitare FOX, ovvero quella di
dedicare il sabato sera alla fantascienza
La serata, battezzata SciFOX per l’occasione, si proponeva un un episodio a testa di tre delle serie di
fantascienza più acclamate del momento: Stargate SG-1, Stargate Atlantis e Battlestar Galactica, tutte in doppia lingua e in versione integrale

L’organizzazione della serata permetteva agli spettatori di seguire in maniera
ordinata SG-1 e Atlantis, aggiungeva inoltre il bonus di Galactica, seguendo un palinsesto già usato su SciFi Channel
nei paesi di anglofoni.
La trasmissione di un solo episodio a volta impediva l’inflazione della serie e le dava il giusto peso, paragonato con lo scorso autunno quando FOX ‘bruciò’ ben due stagioni di SG-1 in una
manciata di mesi con una programmazione martellante, il passo in avanti era notevole.

SciFOX sì è conclusa con la 9° stagione di SG-1, con la seconda di Atlantis e la seconda di Galactica, lo scorso anno, quando in America le nuove stagioni delle tre serie erano da poco avviate. L’avvia ritardato di Galactica faceva sperare che FOX avrebbe riproposto la stessa serata con le tre serie in
primavera.
Infatti, dopo aver trasmesso l’ottimo e purtroppo brevissimo Threshold, finalmente è arrivato l’annuncio dei nuovi episodi… purtroppo con una brutta
sorpresa.
Infatti scopriamo che solo SG-1 torna in onda con due episodi a settimana, ma
non c’e’ traccia delle altre due serie.

A parte la delusione per la mancata replica della serata tanto amata, c’e’ una valutazione prettamente pratica da fare: anche ammesso di voler scorporare Galactica, come hanno fatto negli USA (non senza critiche da parte dei fans), le due serie di Stargate NON possono essere trasmesse in differita!
A partire dalla seconda stagione di Atalantis ci sono troppi episodi collegati che devono essere
visti in contemporanea. Per esempio, domani sera andrà in onda The Pegasus Project con i protagonisti di SG-1 in ‘trasferta’ su Atlantis.
Peccato che, per quanto concerne il telespettatore italiano, i protagonisti di
Atlantis sono stati lasciati nel bel messo di un piano di invasione aliena dopo
Allies.
Ovviamente questa trasmissione è confusionaria e poco logica, da tutti i punti di vista.

Ci auguriamo seriamente che FOX riveda le sue decisioni, si fermi e rimetta in pari Atlantis e poi ricominciare a trasmetterli in contemporanea.
Sicuramente questa è una ipotesi improbabile, ma sarebbe l’unica strada logica da seguire.

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Tag Cloud in semplicità

Uno dei componenti basilari del cosiddetto
Web 2.0 è la Tag Cloud. In gergo i tag sono le singole parole con cui si definisce un posto di un blog o una foto o un
qualsiasi altro elemento, le parole chiave con cui è categorizzato.
Lo scopo della Cloud è quello di raggruppare tutti questi tag e di visualizzarli in maniera pesata, ovvero cambiando la dimensione di ognuno in base alla sua popolarità o alla sua novità in un
particolare sito.
Si tratta di un metodo molto immediato per ‘segnare’ le informazioni memorizzate e recuperarle velocemente, senza bisogno di complicati algoritmi di ricerca, ma anche di creare un collegamento tra elementi diversi in
maniera semplice, caratteristica questa sicuramente molto apprezzata in un mondo di
ipertesti come il Web.
Ovviamente è una funzione che non può mancare in ogni CMS che si rispetti, quindi eccomi qui a raccontare la mia esperienza con le Tag Cloud

Per prima cosa ho aggiunto al database del CMS una tabella che contenga tutte le cloud, per collegare agli articoli e a gli
elementi, ho indicato per ognuna l’ID della parte del sito a cui il tag si riferisce (blog, Snippet o altro) e l’ID proprio dell’elemento.
Con queste due informazioni, si può associare univocamente ogni tag al suo ‘genitore’.
In questa maniera, ovviamente un tag ha un record per ogni volta che è stato usato, indipendentemente da dove è
stato usato, quindi, prima di poter utilizzare questa tabella per creare la
nuvola, è necessario agire su di esse raggruppando ogni tag e poi aggiungendo un contatore, queste cose si fanno
semplicemente usando le funzioni GROUP e COUNT di SQL. Eseguita una query con l’aiuto di queste due funzioni, otteniamo una tabella con un record per ogni tag e il relativo conteggio del numero di occorrenze.

A partire da queste informazioni, ho implementato una semplice classe con
funzioni statistiche (che trovate anche a
questa pagina nell’area Snippet) che calcola la Media e La
Devizione Standard. La
Deviazione Standard è un metodo statistico che indica la diffusione dei valori in un campione: presi i valori delle occorrenze dei singoli tag, la differenza tra il valore e la media divisa per la deviazione standard mostra la distribuzione dei risultati.
Vista la relativa casualità dei tag, assumiamo una
Distribuzione Normale e usiamo i suoi sette gruppi (per la verità un po’ modificati agli estremi) per dimensionare ogni singolo tag nella
nuvola, usando i valori della proprietà text-size delle specifiche CSS, da xx-small a xx-large.

Ancora una volta le tecnologie Web 2.0 ci stupiscono per la loro efficacia, per nascendo da idee
fondamentalmente semplici e, come abbiamo visto, di semplice realizzazione.

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