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Tag Cloud in semplicità

Uno dei componenti basilari del cosiddetto
Web 2.0 è la Tag Cloud. In gergo i tag sono le singole parole con cui si definisce un posto di un blog o una foto o un
qualsiasi altro elemento, le parole chiave con cui è categorizzato.
Lo scopo della Cloud è quello di raggruppare tutti questi tag e di visualizzarli in maniera pesata, ovvero cambiando la dimensione di ognuno in base alla sua popolarità o alla sua novità in un
particolare sito.
Si tratta di un metodo molto immediato per ‘segnare’ le informazioni memorizzate e recuperarle velocemente, senza bisogno di complicati algoritmi di ricerca, ma anche di creare un collegamento tra elementi diversi in
maniera semplice, caratteristica questa sicuramente molto apprezzata in un mondo di
ipertesti come il Web.
Ovviamente è una funzione che non può mancare in ogni CMS che si rispetti, quindi eccomi qui a raccontare la mia esperienza con le Tag Cloud

Per prima cosa ho aggiunto al database del CMS una tabella che contenga tutte le cloud, per collegare agli articoli e a gli
elementi, ho indicato per ognuna l’ID della parte del sito a cui il tag si riferisce (blog, Snippet o altro) e l’ID proprio dell’elemento.
Con queste due informazioni, si può associare univocamente ogni tag al suo ‘genitore’.
In questa maniera, ovviamente un tag ha un record per ogni volta che è stato usato, indipendentemente da dove è
stato usato, quindi, prima di poter utilizzare questa tabella per creare la
nuvola, è necessario agire su di esse raggruppando ogni tag e poi aggiungendo un contatore, queste cose si fanno
semplicemente usando le funzioni GROUP e COUNT di SQL. Eseguita una query con l’aiuto di queste due funzioni, otteniamo una tabella con un record per ogni tag e il relativo conteggio del numero di occorrenze.

A partire da queste informazioni, ho implementato una semplice classe con
funzioni statistiche (che trovate anche a
questa pagina nell’area Snippet) che calcola la Media e La
Devizione Standard. La
Deviazione Standard è un metodo statistico che indica la diffusione dei valori in un campione: presi i valori delle occorrenze dei singoli tag, la differenza tra il valore e la media divisa per la deviazione standard mostra la distribuzione dei risultati.
Vista la relativa casualità dei tag, assumiamo una
Distribuzione Normale e usiamo i suoi sette gruppi (per la verità un po’ modificati agli estremi) per dimensionare ogni singolo tag nella
nuvola, usando i valori della proprietà text-size delle specifiche CSS, da xx-small a xx-large.

Ancora una volta le tecnologie Web 2.0 ci stupiscono per la loro efficacia, per nascendo da idee
fondamentalmente semplici e, come abbiamo visto, di semplice realizzazione.

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