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House contro chi?

Spesso rimango sconcertato dal pressappochismo con cui i cosiddetti ‘giornalisti’ trattano
argomenti
anche molto delicati: in questa entry mi sento in dovere di commentare proprio
una di queste bufale, una piuttosto grande. I lettori del Corriere della Sera
hanno trovato in prima pagina dell’edizione di Domenica 4 Novembre un articolo a proposito della
sanità negli Stati Uniti e di un ipotetico attacco portatole
dalla serie TV House MD per bocca del suo protagonista. L’articolo è
disponibile online a

questo indirizzo
, ha ricevuto un titolo a cinque colonne a pagina 15 e, come detto, si è
guadagnato anche un posto in prima pagina.

Con queste premesse non si può che dedurre che il contenuto dell’articolo sia
estremamente serio e rigoroso. Non ci si potrebbe sbagliare di più.

L’articolo tratta del contenuto dell’episodio Mirror, Mirror, ancora
inedito in Italia di cui si può leggere il

riassunto a questa pagina della Wikipedia
. Secondo l’autrice, in questo
episodio il Dottor House fa una critica aspra e aperta il sistema sanitario USA
(basato primariamente su assicurazioni private), fa una lode del regista
Micheal Moore e del suo recente film
Sicko,
infine il buon dottore conclude con un proclama di stampo sovversivo incitando con il pugno sinistro «fight the power». Parole
pesanti che fanno definire la presa di posizione una svolta epocale nel mondo
della televisione USA che sembra schierarsi apertamene contro il Presidente Bush
e contro lo stato di fatto in America. Peccato che tutto questo nasca da un grande
fraintendimento dell’episodio, trattato in maniera del tutto acritica da parte
della stampa.

Per prima cosa, per dimostrare che le mie parole non sono campate in aria,
oltre a leggere il riassunto già citato, invito tutte le persone che hanno modo
di vedere l’episodio a verificare le mie affermazioni, tenendo presente che il
fatto accade dopo circa 17 minuti di trasmissione. Dopo uno dei suoi frequenti
battibecchi con l’immancabile dottoressa Cuddy, House decide una ritorsione
contro l’ospedale ed è qui che nasce il malinteso. Dopo essersi recato
all’accettazione del poliambulatorio dell’ospedale, chiede chi dei presenti sia
sprovvisto di assicurazione medica: all’alzata di un gran numero di mani, House
sussurra che Moore aveva ragione. Nell’articolo questo viene descritto come un
supposto supporto di House al regista, ma questa è una sciocchezza: prima di
tutto House si è recato nel posto esatto in cui si aspettava di vedere persone
senza assicurazione, ovvero l’ambulatorio gratuito, secondariamente ha mormorato
la frase come commento ironico, non avendo ovviamente quell’alazata di mani una
qualsiasi valenza statistica dal punto di vista scientifico.

Dopo la domanda, House ordina TAC, RMN e altri esami costosi per tutti: di
nuovo, secondo l’articolo, questo fa parte di una crociata di House in favore di
chi non si può permettere degli esami, ma di nuovo va fuori strada. House ordina
quegli esami, non perchè i pazienti ne avessero bisogno (non avrebbe potuto
saperlo, in ogni caso) e perchè gli fossero rifiutati, ma semplicemente per
procurare una spesa inutile al
Ospedale! Chi conosce un po’ la serie, sa che queste uscite estemporanee di
House sono molto frequenti, così come la sua insofferenza verso i suoi
superiori, a suo dire ottusi, è una parte importante di ogni episodio. Tutte
queste sono caratteristiche che fanno parte del personaggio e vanno prese in maniera
farsesca.

Alla fine House chiude effettivamente con «fight the power»,
ma di nuovo è una affermazione del tutto risibile, cosa che appare chiaramente
dal tono e dall’espressione del Dottore.

Dopo aver letto questo articolo, mi sono sentito in dovere verso altri
lettori meno informati di me sull’argomento di scrivere alla Redazione del
Corriere e di spiegare il malinteso. Dopo aver esposto le mie ragioni concludevo
dicendo che era sicuro che si trattasse di una imprecisione e non di un errore
volontario. Ovviamone confidavo che sarebbe stata pubblicata una smentita e una
errata corrige in un giorno o due al massimo.

Evidentemente sono molto ingenuo.

Dopo diversi giorni, infatti, non solo non c’e’ traccia di smentita o rettifica
sul giornale, ma la mia missiva è stata ignorata a ogni livello!

Ora, a quale conclusione dovremmo giungere se non quella che l’articolo sia
stato pubblicato con intento malevolo? Non dobbiamo forse convincerci che, nella
necessità di riempire una pagina in una giornata di ‘stanca’, una giornalista
poco zelante abbia costruito un caso sul niente?

Nella migliore delle ipotesi, l’autrice si è limitata a copiare un concetto da
qualche fonte approssimativa senza verificarla, nella peggiore, deduciamo che
l’articolo sia un tentativo costruito ad arte di manipolare l’opinione pubblica.

La sanità negli USA è un dibattito serio: coinvolge milioni di persone la cui
salute è in gioco e vale miliardi di dollari che potrebbero cambiare
letteralmente l’economia di un Paese e di tutto il Mondo. Il dibattito è
aperto ai massimi livelli ed è di grande serietà, e il maggiore quotidiano
italiano si permette di liquidarlo in 100 righe scrivendo solo sciocchezze?

E’ una cosa che nessuno dovrebbe accettare in silenzio, spero che tutti siate
d’accordo.

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