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20 anni senza ragione

Mai come in questo momento, l’argomento Energia Nucleare è all’ordine del giorno delle
discussioni economiche, politiche, scientifiche e, fortunatamente, anche
ecologiche. L’aumento vertiginoso del tenore di vita della popolazione
terrestre viaggia di pari passo con il suo consumo di energia, per questo motivo
l’energia nucleare si pone come soluzione relativamente semplice e abbondante.
Nel nostro Paese il problema è sentito in maniera più forte per i vari motivi
citati dai media ormai fino alla nausea. A tutti i livelli, anche in Italia, si è tornato
a parlare di ricerca nucleare, di acquisizione di tecnologia e di sviluppo.
Purtroppo esistono persone che si oppongono a questa scelta e che
cercano di denigrarla facendo leva sulle paure irrazionali condivise e
proponendo al suo posto soluzioni ‘naturali’ vendute come risolutive.

E’ di poche settimane fa la nascita del sito
www.20annisenza.org: sito creato dalla
Federazione Nazionale dei Verdi per promuovere la nota iniziativa tenutasi a
Roma il 10 Novembre. In questo sito si glorifica la ‘battaglia’ di 20 anni fa in
cui i Verdi hanno ‘sconfitto’ il nucleare come se fosse una conquista di portata
storica. In effetti si tratta di una tragedia di proporzioni spaventose.
Per prima cosa ricordiamo brevemente i tre quesiti referendari (tutti e tre
abrogativi) presentati ai votanti nel 1987. Il primo si riferiva la diritto di
veto di una amministrazione locale sulla autorizzazione allo costruzione di
una centrale elettronucleare sul proprio territorio: per evitare l’effetto NIMB
lo Stato aveva la facoltà di obbligare un Comune ad accogliere la struttura con
le relative indennità economiche. Abrogando questa norma, di fatto, ogni Sindaco
poteva e può opporsi in maniera definitiva alla costruzione di una centrale. Il
secondo
quesito annullava i contributi di compensazione erogati a un ente locale per la
costruzione di un impianto nucleare. Il terzo voto poteva proibire all’Enel di
partecipare alla costruzioni di impianti nucleari all’estero.
Tutti e tre i quesiti hanno raggiunto un ampia percentuale di voti a favore
dell’abrogazione, il primo ha di fatto immobilizzato la costruzione di
nuove centrali, in quanto è evidente che nessun Sindaco di città o paese si
imbarcherebbe in una impresa del genere sapendo che una parte dei propri
elettori (non sempre maggioritaria, ma sicuramente ‘rumorosa’) si opporrebbe
strenuamente. La terza decisione è stata del tutto disattesa, in quanto
l’Enel (con lungimiranza) partecipa eccome alla produzione di energia
elettronucleare all’estero, sperando ovviamente  di poter usare questo
know-how in un futuro in Italia.

E’ evidente che questi referendum non bandivano assolutamente l’energia
nucleare in Italia, tuttavia i quesiti vennero proposti al pubblico poco dopo
l’incidente accaduto a Cernobyl, quindi una combinazione di disinformazione,
impreparazione e panico collettivo, portò prima una gran parte dei
cittadini a votare Sì e poi a interpretare questo voto (non certo definitivo)
come una volontà di totale rinuncia al nucleare.
Venti anni dopo che cosa succede? L’Italia ha perso la capacità tecnica nel
campo nucleare (quando, ricordiamo, negli anni ’50 era la terza potenza mondiale
nel nucleare civile), il Paese ha sprecato soldi per smantellare centrali
perfettamente funzionanti, i nostri politici non hanno il coraggio di
affrontare il problema delle scorie nucleari (preferendo ignorare il problema,
invece di risolverlo, come si potrebbe fare) e infine spendono miliardi per
importare energia inquinante da paesi instabili e energia pulita (nucleare)
da nostri vicini come al Francia.
Tutti gli studi scientifici dimostrano che il nucleare è una fonte molto
abbondante, contrariamente a quanto dicono molti. Molti puntano il dito sul
fatto che le scorte di
Uranio, è vero, dureranno 60 anni ancora, ma questo calcolo non prende in
considerazione un grande progresso tecnologico, quello dei Reattori
Autofertilizzanti che sono in grado di rigenerare il materiale nucleare per il
proprio stesso consumo. A parte un costo elevato e una tecnologia acerba (ma del
tutto solida), i reattori di questo tipo potrebbero fornire energia per un tempo
misurabile in centinaia di anni.
La fonte nucleare è anche affidabile, di nuovo contrariamente a quanto si pensa comunemente: nella sua storia pluridecennale ha
subito molti meno incidenti e ha provocato molti meno morti di qualsiasi altra
attività energetica umana. Chi di voi sta pensando a Chernobyl dovrebbe prima di
tutto leggere
questo rapporto dell’organizzazione Mondiale della Sanità e
considerare poi il fatto che quello che si definisce ‘incidente’ è stato in effetti
un malfunzionamento provocato deliberatamente da un gruppo di tecnici impreparati e
incompetenti lasciati a presidiare un reattore nucleare costruito e gestito con tecniche
obsolete.
Una centrale elettronucleare è anche economica: a parte l’alto costo iniziale per
la costruzione dell’impianto, il costo del carburante è irrilevante e la durata
dell’impianto è notevole: tutti questi dati sono dimostrati con fatti senza
andare troppo lontano, ma guardando semplicemente la bolletta dei nostri cugini
francesi.
Infine, le scorie nucleari. Questi, come ogni altro tipo di rifiuti,
per loro stessa definizione, rappresentano un potenziale pericolo ambientale, ma
non un problema insormontabile. Attualmente esistono
tecniche che ci permettono di ridurre la produzione di isotopi a
lunga emivita rispetto a quelli a tempo di dimezzamento breve direttamente nel
reattore nucleare. Inoltre esistono tecniche collaudate per lo stoccaggio su
scala geologica delle scorie. Naturalmente non vuol dire che tutto questo sia semplice, ma può
essere fatto con un impatto ambientale minimo.

Ad ogni modo, dopo questa breve digressione nel mondo nucleare, come pretendono i
personaggi di 20AnniSenza di risolvere il
problema energetico senza ricorrere al nucleare?
Semplice, con i pannelli solari!
Certo cosa c’è di più naturale del sole? Apparentemente niente, a parte forse
il fatto che la nostra stella è un meraviglioso esempio di reattore a
fusione nucleare e, molto meno prosaicamente, non è abbastanza. Punto.
E’ vero che il sole ci inonda tutti i giorni di radiazioni energetiche (che, per
inciso, non sono innocue anche se pochi se ne ricordano) ma questa radiazione va
catturata (cosa impossibile di notte e difficile con cielo coperto), trasformata
(un processo a bassa efficienza e molto costoso a causa della tecnologia
sofisticata necessaria) e infine usato (come calore oppure energia elettrica).
L’energia solare è un bene prezioso e va sfruttato in tutti i modi possibili,
infatti è ottima l’idea che permette alla famiglie di installare pannelli solari
e di vendere o comprare energia elettrica dalla rete quando è in eccesso o in
difetto, ma non illudiamoci. Questa fonte può contribuire per qualche punto in
percentuale sul fabbisogno energetico di una nazione industrializzata, ma niente
di più, il contributo del nucleare è di tutt’altro peso. Proporre di sostituire
uno con l’altro, come pretendono i signori Verdi, sarebbe come un vegetariano
che sostituisce una bistecca di carne con un chicco di riso, dicendo che sta
rimpiazzando un alimento ‘cattivo’ con un o ‘buono’, senza considerare quanto
dell’uno e dell’altro. Ovviamente oltre che di qualità si tratta anche di
quantità: molti commentatori mistificano la prima cosa e nascondono la seconda.
Sempre nello stesso sito, vengono riportati commenti di personalità illustri
come Piero Pelù e Alex Britti, che vengono ovviamente preferiti agli scienziati
per esprimere opinioni sull’argomento.

Onestamente a volte mi pare di vivere in una Candid Camera: ma
veramente vogliano risolvere i nostri problemi (non solo energetici) in questa
maniera?
Forse è il momento di uscire dal nostro mondo fatato fatto di idee secondo cui
l’Italia è il paladino mondiale dell’energia pulita e che il Paese potrà vivere
a lungo e in salute solo con l’energia solare, con le biciclette, senza produrre
rifiuti e spargendo fiori per le strade.
Il nostro mondo moderno fatto di tecnologia e comodità richiede ricerca
scientifica e grande onestà intellettuale, nascondere la testa sotto la sabbia
non serve a niente, spargere disinformazione come fanno i signori del sito
sopracitato, invece, è semplicemente criminale.
E’ notizia recente che Enel è entrata a far parte di un consorzio che sta
progettando e costruendo un reattore EPR in Francia: è bello scoprire che il
buon senso non è del tutto morto e qualcosa si sta muovendo nella direzione del
realismo.

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